Occhiali con lenti progressive: è difficile adattarsi?

Occhiali con lenti progressive: è difficile adattarsi?

Occhiali con lenti progressive: è difficile adattarsi?

“È difficile adattarsi alle lenti progressive?”

Ogni giorno sentiamo pronunciare questa frase, in cui viene manifestata, da parte di amici, conoscenti e parenti, la paura di un difficile adattamento agli occhiali con lenti progressive.

La nostra risposta è no, non è difficile adattarsi ad occhiali con lenti progressive.
Tutti possono abituarsi rapidamente ad indossare gli occhiali con lenti progressive, se sono perfettamente conformi alle proprie esigenze.
Oggi le lenti progressive sono la soluzione ideale per riuscire a vedere bene a tutte le distanze, ed esistono lenti specifiche per le singole necessità dell’individuo.
Bisogna fare però delle premesse importanti al fine di ottenere le massime prestazioni dalle proprie lenti con un brevissimo tempo di adattamento.

Lenti progressive “su misura”

Tre sono gli elementi fondamentali che permettono di ottenere delle lenti realizzate come un abito sartoriale cucito su misura.

  1. Refrazione visiva (misurazione della vista): svolge un ruolo importantissimo ed è fondamentale che venga eseguita in modo accurato.
    Ideale è che venga svolta, non nel tradizionale metodo monoculare, cioè occludendo alternativamente primo un occhio e poi l’altro, ma con una tecnica di refrazione binoculare e con particolare attenzione all’addizione, ossia alla correzione della presbiopia.
    Molte insuccessi o difficoltà di adattamento sono dovuti ad addizioni (quantità di diottre necessarie a compensare la presbiopia) troppo alte, non correlate all’età o alla riduzione dell’ampiezza accomodativa del soggetto.
    Inoltre, è importante verificare il perfetto allineamento degli assi visivi ed eventuali deficit di convergenza (movimento sincrono degli occhi verso il naso che viene attivato durante la visione da vicino).
  2. Consulenza ottica personalizzata per la scelta della lente. Ogni persona è un individuo unico, pertanto necessita di un idonea geometria delle lenti in base al proprio difetto visivo e alle specifiche esigenze di lavoro, hobby, ecc.
    Oggi è possibile realizzare delle lenti individualizzate in cui vengono tenuti in considerazione tutti i parametri (distanza interpupillare, altezze, inclinazione e avvolgimento della montatura, distanza apice corneale lente, stili di vita ecc.) realizzando delle lenti in cui quelle che sono le famigerate aree di aberrazioni astigmatiche periferiche vengano quasi annullate o ben tollerate dell’individuo.
  3. centratura delle lenti: parlando di lenti individualizzati è impensabile pensare di centrare le stesse con i metodi tradizionali (pennarello), basandosi solo sulla distanza interpupillare e sulle altezze di montaggio.
    Oggi esistono dei sistemi di centratura digitale che consentono la costruzione  di lenti totalmente personalizzate in funzione di come la montatura si posiziona sul viso e in funzione della rotazione o inclinazione del capo.
    La centratura delle lenti gioca un ruolo chiave nel massimizzare il comfort visivo, conseguenti vantaggi in termini di riduzioni di insoddisfazione, poiché gli errori di centratura possono causare fino al 40% di perdita della performance delle lenti.

Insuccessi degli occhiali con lenti progressive

In conclusione molto insuccessi delle lenti progressive sono quindi dovute a :

  • refrazioni in cui non vi è un buon bilanciamento binoculare o vi sono addizioni troppo elevate;
  • scelte di lenti e geometrie di scarsa qualità e con parametri di costruzione standard non personalizzate per l’individuo;
  • centratura delle lenti non precisa e non eseguita con metodi digitali.

Inoltre, contrariamente a quanto viene consigliato da molti professionisti della visione, si consiglia di iniziare a utilizzare le lenti progressive ai primi sintomi di presbiopia, poiché la correzione per la visione da vicino sarà lieve e il periodo di adattamento più breve.

l'ortocheratologia per i bimbi

L’ortocheratologia per i bimbi

L’ortocheratologia per i bimbi

L’ortocheratologia dispensata a bimbi – a partire dai 6 anni d’età – affetti da miopia ottiene i risultato di arrestare la miopia stessa.

Questa affermazione deriva da una osservazione scientifica condotta dal 2012 a venire in qua.

2012

In Spagna è stato condotto uno studio che confrontava la crescita della lunghezza assiale del bulbo in due gruppi di bimbi età compresa tra 6 e 12 anni in un arco di tempo di 2 anni.

Il trattamento ortocheratologico è stato somministrato a 31 bambini, mentre 30 bambini indossarono semplici occhiali monofocali.

Tutti i soggetti presentavano una miopia compresa tra -0.50 D e -4.00 D e fu accettato un astigmatismo non superiore a 1.00 D.

Ogni sei mesi veniva misurata la lunghezza assiale e venivano eseguite una topografia corneale e una refrazione in cicloplegia.

Dopo due anni si registrò un incremento medio della lunghezza bulbare assiale di 0.47 mm per il gruppo sotto trattamento ortocheratologico, contro 0.69 mm del gruppo di bambini con occhiali monofocali (P=0.001)33.

2013

Un altro studio condotto a Hong Kong, nel 2013, comparò la riduzione di allungamento assiale del bulbo di un gruppo di bambini che seguivano il trattamento ortocheratologico e un gruppo di bambini con semplici occhiali correttivi monofocali.

I bambini di entrambi i gruppi avevano un’età compresa tra 8 e 11 anni e una miopia superiore a -5.00 D.

Dopo due anni risultò una diminuzione del 63%nell’incremento della lunghezza assiale bulbare dei bambini sottoposti a ortocheratologia rispetto ai bambini con occhiali monofocali (P=0.005).

In conclusione, per bimbi affetti da miopia infantile – da 8 anni di età in poi – ci sentiamo di consigliare l’ortocheratologia come terapia atta ad arrestare l’avanzamento della miopia stessa.